Così m’ha scritto Raffa, dopo avere letto Tipo fratello e sorella. «Diretto, irriverente, proprio come il discorso diretto che prevede l'uso dei punti interrogativi, esclamativi, le pause, le virgolette, i punti sospensivi, l'attesa. Sembra di vedere le immagini di un fumetto serio che saltano fuori scorrendo il testo, le espressioni del viso di chi parla, i gesti, come un click su un link e via... l'immaginazione parte. Manca solo la voce alle parole di Vasco perché si possa quasi udire un’eco lontana di ciò che stiamo leggendo: una sensazione veramente unica o che, comunque, pochi scrittori sono capaci di comunicare. Il lessico risulta scorrevole, ricco ed essenziale allo stesso tempo, cadenzato, col ritmo che sale, sale, sale e cala, cala come nella musica ed è così tremendamente percettibile, come nelle note stonate o intonate. Fantastico! L'atmosfera è leggera e leggiadra, tipicamente estiva. (Vasco): "Che sono così poche e semplici." Seppur amabili agli occhi di un uomo, le donne non sono poche e affatto semplici. Vero! (Vasco): "Le donne. Tutte uguali, tutte incorreggibili, tutte plumbee. Da amare, visceralmente. Di nascosto. Senza tregua. Comunque. Anche se fatte così. Anche se così. Così." Vasco vuol darsi una ragione del perpetuare della donna in alcune attitudini che sono prettamente femminili: lo scoprirsi e infastidirsi perché la zanzariera s'impiglia in un'unghia, l'aver acquistato un burrocacao che non è quello che avrebbe. (Vasco): “Si sistema solo un pochino. Per stare, quel pochino in più, maggiormente comoda. Pochino." È tutto un mondo di sensazioni, quello che l’autore ci fa percepire, notturne, eteree, impercettibili ma facilmente intuibili ad un acuto osservatore di genere maschile qual è il protagonista. In una notte d’estate, a fianco di una donna praticamente seminuda. Impossibile negare quanto le espressioni usate siano così chiare, esplicite, vere. Quello che non è palpabile alla giovane donna è che le vibrazioni del suo corpo possano scatenare così tanto le fantasie e l’eros del protagonista. Oltretutto di notte, col silenzio e il caldo e lo stordimento a tratti interrotto dal sonno vero e, infine, condividendo lo stesso letto, tutto si amplifica. A questo punto la situazione risulta abbastanza imbarazzante, anche se ormai è scontata. (Vasco): “Si muove. Attenzione. Si muove, ancora. Attenzione, per dio. Pochissimo, si muove.” E poi ancora: “Basta. Non ce la faccio più. Nessuno ce la fa più. Ho tentato di limitarmi al pensiero. Alle visioni. Ora basta. Mi sta provocando. Poche balle. Altroché dormire.” Pare che la ragazza dorma e il protagonista si culli nel sonno o nella veglia. (Vasco): “Ella non dà segni di reazione.” E poi: ”... ella d’un tratto, si gira dall’altra parte e, beatamente, continua a ronfare.” Storie di tutti i giorni, storie condivise, storie di uomini eccitati da donne che, a volte, non si rendono conto di farli eccitare. Almeno, così sembrerebbe dal racconto. Al contrario del corpo del testo, il finale è chiaro e inequivocabile. Non lascia dubbio alcuno che si tratti del "racconto delle percezioni" del protagonista, piacevolmente attratto e ispirato dalle voluttà di una giovane di vent’anni meno di lui, che un gruppetto di donne, chissà per quale oscuro gioco, aveva deciso di far dormire con l’unico uomo presente nella casa delle vacanze. E ce ne fossero di deliri, se di delirio si tratta, così produttivi dal punto di vista letterario.» Bene, molto bene. Tanto che adesso Raffa sta leggendo Adéu. Che le piace molto, dice. Ancor più rispetto alla sconcia novella. Bene, molto bene. Non mi resta che attendere, allora, il suo schietto verdetto anche sul neonato romanzo techno. Che se lo merita alla grande. Chi? Il libro o Raffa? Tutti e due. Sia Raffa, che il libro. Anzi, forse più quest'ultimo, dai. Chessì. Sempre.
Vasco Rialzo
La penna techno di Emanuele Cimatti.
giovedì 24 maggio 2012
giovedì 10 maggio 2012
Il resto lo scoprirà il lettore
Angelo Guglielmi ha letto Adéu. E lo ha pure recensito. Su l'Unità, fresco di resurrezione. Ecco. Assai bene. Tanto che non c'è poi molto da aggiungere. Se non un invito, timido e discreto, a leggere ciò che ha scritto. Bravone, Angelo. Bella storia. Uno a zero per te. Assai.
domenica 6 maggio 2012
Rialzo contro tutti. Ecco, ci mancava anche il talk-show estivo...
Balzo indietro. Si torna a Bologna senza vie di mezzo. La feroce guida alla città felsinea, dove iniziative, luoghi, cibi, locali e personaggi vengono descritti attraverso i “sì” di Danilo Masotti e i “no” di Vasco Rialzo. Che quei pazzi di Vitruvio, associazione che si occupa di promozione territoriale e di iniziative di carattere artistico-culturale, ha deciso di coinvolgere in un divertente talk-show estivo incentrato proprio sui suoi "no". Che, perciò, si chiama Rialzo contro tutti. Perché il folle scrittore bolognese dovrà battersi con associazioni, personaggi e realtà accuratamente "bocciate". In un ironico e spumeggiante spettacolino, che si terrà presso il Sostegno del Battiferro, in via della Beverara 123. Dove, con l'aiuto di musicisti, comici, attori e videoproiezioni, Vasco Rialzo racconterà e sosterrà le sue visioni negative su Bologna. Che sperava, con l'uscita di Adéu. Romanzo techno, di avere messo nel dimenticatoio. Almeno per un po'. Ma quel po' è già passato. E quindi, adesso e per tutta l'estate, gli tocca esibirsi a mo' di fenomeno da baraccone. Che gli sarebbe piaciuto di più farlo come fenomeno da sporcaccione. Ma va bene lo stesso. Pazienza. E buon divertimento. No.
lunedì 30 aprile 2012
Adéu in blu? Solo per questa volta
Sì. La psichedelica copertina di Adéu. Romanzo techno è stata invasa da un intenso colore blu. Che ne ha in gran parte corroso le tonalità originali. Trasformandola in un qualcosa di nuovo e inaspettato. Fenomeno cromatico tutto isolato, questo. Che annuncia, per pura analogia di termini e tinte, la nuova presentazione del libro. Imminente quanto attesa. Ovvero, giovedì 3 maggio alle ore 18:00 presso la libreria La Feltrinelli di Piazza Ravegnana 1 a Bologna. Che si traduce nel fisiologico ritorno del romanzo techno tra i suoi simili, i libri appunto. Abbandonando, almeno per un istante, sonorità e tracce elettroniche. Pare giusto e naturale. E anche inevitabile. Ma, si sa, Vasco Rialzo è pazzo, smisurato, incontenibile (non incontinente, stronzi). Tanto che, anche per quest'occasione più canonica, non ha rinunziato a dare un tocco di originalità all'evento. Invitando al suo fianco Simona Gavioli. Curatrice indipendente e direttrice artistica del vulcanico progetto culturale SpazioBlue. "Ah, sì, so chi è, ha trasformato casa sua in galleria d'arte, un'idea eccezionale. Bene. Una grande donna, indubbiamente, oltre che un'immensa conoscitrice di arti visive contemporanee. Ma, scusa però, cosa cazzo c'entra con Vasco Rialzo e il suo romanzo techno?" È lì il bello. C'entra, c'entra. Eccome se c'entra. Esserci per vederlo e apprezzarlo e capirlo [o, almeno, provarci. Post Scriptum: ad esempio, avete capito che il blu di quest'effimera copertina, che in inglese si dice blue, s'ispira a SpazioBlue? no? veramente no? oh, mamma mia...].
domenica 29 aprile 2012
Adéu. Scrittore recensisce scrittore
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| Vasco Rialzo y Matteo Sala y tonterías |
"Adéu, bel romanzo. Ti saluto con due stati d’animo contrastanti, triste per essere giunto alla fine di una spumeggiante storia, ma felice per le emozioni che hai saputo trasmettere. Due sensazioni in lotta fra loro come i pensieri del buon Olindo. Un libro bevuto in un sorso, come un buon bicchiere di vino tinto, assaporato in tutti suoi molteplici sapori, come le tapas de España. L’ultima opera di Vasco Rialzo è un concentrato di emozioni che si sviluppa a ritmo martellante, come lo stile della sua aggressiva scrittura, come la musica techno. Un romanzo frizzante, mi sono ritrovato nel cuore della notte a ridere di gusto su alcuni passaggi del testo veramente irresistibili. Ma non manca lo spazio per la riflessione sull’universo uomo donna, ossessione agrodolce del protagonista, e l’eccitazione nelle descrizioni piccanti dell’avventura spagnola. Si sente l’influenza dei libri precedenti in molti tratti, personalmente ho rivissuto diversi flashback di quelle letture. Termini ricercati risultano estremamente efficaci, tipo, ad esempio, l’alito catacombale, un effetto veramente… imperiale. Il volume è completato con illustrazioni originali che materializzano spettacolarmente le scene. Complimenti Vasco. Questa mattina camminando per le vie del centro, ho visto la bacheca di Feltrinelli tappezzata con il libro, e ho sorriso istintivamente pensando a quanto me lo sono gustato. Adèu." (por Stefano Medici) (muchas gracias) (no hay de que) (ya lo sé)
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